Martedì, 17 Ottobre, 2017

Un patto eversivo dietro gli attentati ai carabinieri Fava e Garofalo

Il patto segreto tra Ndrangheta Cosa Nostra e massoneria per la strage dei carabinieri Blitz dell'Antimafia, in manette due boss: "Mandanti di attentati a carabinieri nel 1994"
Vindonio Cherico | 27 Luglio, 2017, 00:45

L'operazione che ha visto la quadratura del cerchio solo ventitrè anni dopo, è stat definita "Strategia Stragista della 'Ndrangheta", e ha riscontrato nella strategia della tensione degli anni '90, la principale causa. Nel primo attentato, il 18 gennaio 1994, morirono gli appuntati Antonino Fava e Giuseppe Garofalo; nel secondo, l'1 febbraio 1994, furono feriti l'appuntato Bartolomeo Musicò ed il brigadiere Salvatore Serra; il 1 dicembre 1994 rimasero miracolosamente illesi il carabiniere Vincenzo Pasqua e l'appuntato Silvio Ricciardo.

Recentemente, il 27 maggio 2016, Villani, deponendo al processo sulla trattativa Stato-mafia a Palermo ha riferito che aveva chiesto il perché degli agguati ai carabinieri a Calabrò e che questo gli aveva riposto che "stavamo facendo come la banda della Uno bianca: attaccavamo lo Stato".

Gi arresti fanno riferimento all'attacco allo Stato portato tra il 1993 ed il 1994 in quella che fu definita la stagione delle "stragi continentali" con gli attentati di Firenze, Milano e Roma. Anche Giuseppe Graviano, capo del mandamento palermitano e coordinatore delle stragi continentali, è stato notificato un mandato di arresto.

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La polizia ha isolato la zona dell'attacco , che si trova vicino alla casa di un leader politico. In quel caso, l'attentato era stato rivendicato dal sedicente Stato islamico.

L'altro soggetto colpito dalla misura cautelare della custodia in carcere è il calabrese Rocco Santo Filippone, di 77 anni, di Melicucco, capo del mandamento tirrenico della 'Ndrangheta all'epoca degli attentati ai Carabinieri. A quest'ultimo, la Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria contesta anche il reato di associazione mafiosa per essere ritenuto, anche attualmente, l'elemento di vertice della cosca Filippone, direttamente collegata alla più articolata e potente cosca Piromalli di Gioia Tauro. Gli attentati contro i carabinieri, secondo inquirenti ed investigatori reggini, non vanno letti ciascuno in maniera singola ed isolata, ma vanno inseriti in un contesto di più ampio respiro e di carattere nazionale nell'ambito di un progetto criminale, la cui ideazione e realizzazione è maturata non all'interno delle cosche di 'ndrangheta, ma si è sviluppata attraverso la sinergia, la collaborazione e l'intesa di organizzazioni criminali, che avevano come obiettivo l'attuazione di un piano di destabilizzazione del Paese anche con modalità terroristiche. Sono ritenuti i mandanti dei tre attentati compiuti contro i Carabinieri di Reggio, in cui due militari morirono e altri due rimasero feriti.

Anche due boss di Cosa Nostra e della 'ndrangheta nel mirino dell'operazione della Polizia, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, scattata dalle prime ore di questa mattina. Sono in corso inoltre numerose perquisizioni in diverse regioni d'Italia.