Martedì, 17 Ottobre, 2017

Calano i contratti a tempo indeterminato, cresce il lavoro a chiamata

EconomiaPrimo Piano      Il lavoro non sente la “ripresa” crollano i contratti a tempo indeterminato                   Di Filippo Burla-        22 luglio 2017       34 EconomiaPrimo Piano Il lavoro non sente la “ripresa” crollano i contratti a tempo indeterminato Di Filippo Burla- 22 luglio 2017 34
Corrado Fuda | 22 Luglio, 2017, 00:27

INPS nota in particolare che le assunzioni, sempre nel settore privato e sempre relativamente ai mesi di gennaio - maggio, sono state 2,7 milioni, con un aumento del 16% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il maggior contributo è dato dalle assunzioni a tempo determinato (+23%), mentre sono diminuite quelle a tempo indeterminato (-5,5%). Inoltre "appare particolarmente significativa la crescita vigorosa dei contratti di lavoro a chiamata a tempo determinato" (+116,8%).

Il lavoro insomma è in crescita, ma è in crescita praticamente solo il lavoro precario. Lo rileva l'osservatorio sul precariato dell'Inps.

E' ormai lontano il 2015 quando, grazie all'esonero contributivo triennale per i contratti a tempo indeterminato, si era registrato un +40,7% dei contratti a lunga durata. Nei primi 5 mesi del 2017 il settore privato ha fatto registrare un incremento di assunzioni di 729 mila unità al netto del saldo tra assunzioni e cessazioni.

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Questo significativo aumento dei contratti a chiamata a tempo determinato - e in parte anche l'incremento dei contratti di somministrazione - può essere messo in relazione alla necessità delle imprese di individuare strumenti contrattuali sostitutivi dei voucher, cancellati dal legislatore a partire dalla metà dello scorso. Il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi), a maggio 2017, risulta positivo e pari a +497.000. Tale risultato cumula la crescita tendenziale dei contratti a tempo indeterminato (+21mila), dei contratti di apprendistato (+48mila) e, soprattutto, dei contratti a tempo determinato (+428mila, inclusi i contratti stagionali e i contratti di somministrazione).

Queste tendenze, spiega l'Inps, sono in linea con le dinamiche osservate nei mesi precedenti e attestano il proseguimento della fase di ripresa occupazionale. In forte calo a giugno le ore di cassa integrazione: - 50,7%. Sono 11542 i nuovi contratti stabili, +4,2% rispetto agli stessi mesi del 2016. Nel periodo gennaio-maggio 2017 i datori di lavoro privati hanno stipulato 529.412 nuovi rapporti di lavoro, le trasformazioni a tempo indeterminato sono state 116.540 e 33.642 gli apprendisti trasformati a tempo indeterminato, mentre le cessazioni sono state 636.129, per un saldo positivo di 43.465 unità.