Martedì, 17 Ottobre, 2017

Turchia, Erdogan proclama la festa della "democrazia" nel giorno del fallito golpe

20170714_132159_6612AEFE Turchia: boom corteo opposizione, Erdogan prepara reazione
Vindonio Cherico | 18 Luglio, 2017, 00:30

Il corteo nel centro di Ankara, la scorsa notte si è concluso davanti al palazzo del parlamento, il quale subì degli attacchi aerei nel corso del tentativo di colpo di stato.

Il 15 luglio è stato dichiarato giorno di festa nazionale con il nome di "Giornata della democrazia e dell'unità nazionale".

Erdoğan ha partecipato alle celebrazioni sia a Istanbul che ad Ankara, parlando di fronte a decine di migliaia di persone.

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E' quanto accaduto oggi durante la partita amichevole tra i lancieri e il Werder Brema , a Zillertal in Austria. La partita è stata interrotta e il club olandese ha fatto sapere che è stato vittima di un'aritmia cardiaca .

Sostenitori di Erdogan si sono radunati nel pomeriggio anche in Svizzera, a Ginevra: una sessantina di persone ha manifestato sulla Place des Nations per chiedere alla Confederazione di non accettare la richieste d'asilo dei golpisti. Presente per inaugurare un monumento in memoria dei 249 caduti di un anno fa, il presidente Recep Tayyip Erdogan è salito sul palco, ribadendo il pugno di ferro nei confronti dei "traditori" a cui ha promesso di "strappare la testa" prima che ci riprovino. Primo parlamentare del partito socialdemocratico Chp a finire in manette - come già era accaduto a una dozzina di deputati curdi dell'Hdp -, Berberoglu è stato condannato in primo grado a 25 anni con l'accusa di essere la fonte dello scoop del quotidiano Cumhuriyet sul passaggio di armi in Siria su tir degli 007 di Ankara. "Non c'è modo di addolcire il tradimento dell'amicizia della Turchia", ha detto, riferendosi alla mancata estradizione dagli Usa di Fethullah Gulen, considerato la mente del golpe, e all'asilo concesso in alcuni Paesi europei ai suoi presunti accoliti.

Da allora è partita la più grande ondata di epurazioni della storia della Turchia, con l'arresto di 50mila persone e il licenziamento da ruoli chiave o pubblici di più di 100mila. "Invece che una rapida normalizzazione, è stato istituito uno stato di emergenza permanente".