Mercoledì, 20 Settembre, 2017

Antimafia, ok del Senato alla riforma del codice

Il Codice Antimafia avanti tra i distinguo Codice Antimafia, ok dal Senato
Vindonio Cherico | 08 Luglio, 2017, 00:10

Rinviate a oggi le votazioni riguardo il Codice Antimafia, alla Camera 129 favorevoli, 56 oppositori - come la Lega - e 30 astenuti. Risolta con il voto definitivo dell'Assemblea la disputa tecnica che aveva tenuto impegnata la Camera Alta nelle ultime 24 ore nel tentativo di sanare l'irregolarità di una norma di copertura del ddl, i senatori licenziano il provvedimento che ora dovrà tornare alla Camera per la terza lettura. "Credo che ci siano le condizioni per portarla fino in fondo". Quanto a eventuali modifiche, Orlando aggiunge che "ci sono opinioni diverse" e che "si verificherà se i rilievi sono fondati".

Nuti conclude: "Resta l'amara constatazione che il Senato ha partorito una riforma folle, tramite la quale si pensa di poter combattere le mafie con una gestione dei beni sequestrati (parliamo di una torta che vale, secondo alcune stime, tra i 25 e gli 80 miliardi) all'oscuro di tutti e senza sanzioni per chi cade in collusioni e favoritismi".

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Per i renziani , inoltre, sarebbe meglio aspettare la definizione di regole precise europee per avere un quadro normativo europeo visto che i servizi digitali non hanno frontiere.

Al di là dell'ottimismo di Orlando, molti renziani non nascondono che alla Camera il progetto di legge, che estende le misure di prevenzione come la confisca dei beni anche a corrotti e stalker, potrebbe finire su "un binario morto". Le norme previste per i mafiosi potranno essere estese ai reati di corruzione, concussione, stalking, terrorismo. Sul provvedimento hanno espresso perplessità il presidente dell'Anac Raffaele Cantone e costituzionalisti del calibro di Sabino Cassese. Ap ha lasciato libertà di voto, Il Movimento 5 stelle si è astenuto e Forza Italia ha votato contro, ad eccezione di Maurizio Gasparri che ha annunciato il non voto. La riforma, che ha avuto il primo sì nel 2015, riceve il plauso della ministra Anna Finocchiaro ("è strumento importante nella lotta a criminalità e corruzione") e della presidente Antimafia Rosy Bindi ("Risultato importante, superate le obiezioni tardive").

L'Agenzia verrà gestita da un direttore che si occuperà dello smistamento dei beni dopo la confisca.