Martedì, 25 Luglio, 2017

La tortura è reato via libera della Camera

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Vindonio Cherico | 06 Luglio, 2017, 00:19

Al termine di un intenso e aspro dibattito in Parlamento, la Camera ha dato l'ok definitivo al disegno di legge che introduce nell'ordinamento giuridico italiano il reato di tortura.

Il testo è stato approvato a Montecitorio con 198 voti favorevoli, 35 contrari e 104 astenuti.

Ci sono voluti quattro anni perché il Parlamento approvasse la legge. Decisiva è stata l'alleanza tra il Pd, all'interno del quale non sembrano placarsi gli attriti, e l'Ap, mentre altre aree si sono astenute, come il M5S.

Questa legge è arrivata dopo una vera e propria gestazione di oltre 4 anni, fatti di stop e divisione politiche: il calvario, iniziato al Senato il 22 luglio 2013, è giunto alla Camera nel 2015 salvo poi tornare indietro bloccando l'iter. Hanno votato "no" Fi, Cor (conservatori e riformisti), Fdi e Lega.

Dovizioso in testa al Mondiale
Non ci sono parole per descrivere quanto fatto oggi da Valentino Rossi in questo ottavo appuntamento del mondiale di MotoGp . Ma attenzione a Vinales , che sull'asciutto nel weekend ha fatto vedere grandi cose e continua la risalita dalle retrovie.

L'articolo 613-bis c.p. punisce con la reclusione da 4 a 10 anni chiunque, con violenze o minacce gravi ovvero agendo con crudeltà cagiona acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico a persona privata della libertà personale o affidata alla sua custodia, potestà, vigilanza, controllo, cura o assistenza ovvero che si trovi in situazione di minorata difesa, se il fatto è commesso con più condotte ovvero comporta un trattamento inumano e degradante per la dignità della persona. Se invece "dal fatto deriva la morte quale conseguenza non voluta, le pene sono aumentate di due terzi".

Viene anche punito da 6 mesi a 3 anni "il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio il quale, nell'esercizio delle funzioni o del servizio, istiga in modo concretamente idoneo altro pubblico ufficiale o altro incaricato di un pubblico servizio a commettere il delitto di tortura". Una particolare attenzione è posta all'estradizione: essa, infatti, è prevista nel caso in cui a compiere questo reato sia uno straniero il cui Stato d'appartenenza richieda l'imputato o il condannato.

L'ordinamento italiano si è adeguato alla convenzione delle Nazioni Unite sulla tortura sottoscritta dal governo nel 1989 ma fino a oggi mai trasformata in legge.