Martedì, 19 Settembre, 2017

Pensavo che fare il Presidente sarebbe stato più facile

COREE CONFINI Pensavo che fare il Presidente sarebbe stato più facile
Vindonio Cherico | 30 Aprile, 2017, 13:41

La riforma Trump non dovrebbe in ogni caso comprendere le tasse sulle importazioni. Si è proceduto di fatto con una operazione di nazionalizzazione generale, finalizzata alla tutela dell'economia americana e del suo primato nel mondo.

Ma Trump non ha di certo cambiato idea e dal suo account Twitter fa sapere di non aver voltato le spalle al suo programma elettorale.

Cominciamo con il rammentare che, come da indicazioni emerse negli scorsi giorni, Trump punta a ridurre l'aliquota per le imprese aL 15 per cento da 35 per cento, e l'aliquota per le società semplici da 39,6 per cento a 15 per cento. Mnuchin ha parlato di "un'opportunità unica in una generazione per semplificare il sistema" a favore di aziende e famiglie. Le tre aliquote sui redditi delle persone fisiche saranno pari al pari al 10, 25 e 35%. Trump pero' propone anche l'abolizione di una misura che permette alle persone di detrarre le tasse municipali e statali dai redditi dichiarati, cosa che svantaggia gli abitanti di Stati dove le tasse sono particolarmente alte come New York, New Jersey e California. Anche la riduzione delle tasse sulle rendite finanziarie aiuterebbe soprattutto gli statunitensi più ricchi. Senza scomodare scenari estremi (peraltro mai sostenuti da riscontri concreti), con la scelta di aumentare in maniera significativa il bilancio militare, con l'intervento militare in Siria, con l'invio della Carl Vinson nelle acque al largo della Corea e con l'impiego eclatante della MOAB in Afghanistan l'amministrazione USA sembra comunque avere deciso di assumere - sulla scena internazionale - un profilo più visibile e, sotto molti aspetti, più consono allo slogan trumpiano di 'fare l'America nuovamente grande'. Potrebbe essere una buona idea farla leggere alla Fox News e apprenderne il senso da loro, no?

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Inoltre, una terza immagine analizza il presunto progetto di iPhone 8 , tramite l'illustrazione di una " dummy version " ( modello di prova, ndr ).

Chiedersi cosa prevede la riforma fiscale non è l'unico punto della questione. E cita Cina e Giappone, ma anche Germania e Regno Unito. Con tagli del genere le ricadute saranno tutte per l'aumento del deficit e del debito federale e per questi motivi l'approvazione della riforma fiscale di Trump da parte del resto dei repubblicani non è del tutto scontata. Lo Urban-Brookings Tax Center aveva calcolato un conto da 6mila miliardi di dollari anche calcolando gli effetti di crescita sul prodotto interno lordo.

"A pagare la riforma sarà la crescita economica": spiega il segretario al tesoro Mnuchin, ma si tratterà di vedere quanto ci crederanno i mercati con Wall Street che, dopo una prima euforia, è tornata a guardare Washington con cautela, in attesa che il Congresso voti la riforma. Bisognerebbe analizzarlo nel dettaglio, ma ciò che emerge chiaramente dalvideo realizzato da Matt Groening & co. è che a Springfield non sono così entusiasti dell'amministrazione Trump. "Amo guidare - ha detto - ma ora non posso più farlo". Insomma un taglio meno evidente della corporate tax accompagnato da una riforma fiscale autofinanziata.