Sabato, 27 Mag, 2017

Pescara: sei indagati per la tragedia dell'hotel a Rigopiano

Estratte altre persone vive Sale a 4 il bilancio delle vittime 27/04/2017 Lo scorso 18 gennaio una valanga travolse la struttura causando 29 morti mentre i superstiti furono undici
Vindonio Cherico | 27 Aprile, 2017, 14:39

Tragedia dell'hotel Rigopiano, a Pescara, sei le persone indagate tra amministratori e funzionari pubblici che sono stati iscritti dalla procura nel registro degli indagati. Gli indagati sono il presidente della provincia di Pescara Antonio Di Marco, il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e il direttore dell'albergo Bruno Di Tommaso, oltre ai due funzionari della provincia Paolo D'Incecco e Mauro Di Blasio e al dipendente del comune di Farindola Enrico Colangeli.

Si tratterebbe di una prima tranche dell'inchiesta condotta dalla Procura di Pescara e in queste ore gli inquirenti stanno notificando agli interessati l'iscrizione del registro degli indagati. Condividono tutti lo stesso capo d'imputazione, ma Di Tommaso risulta indagato anche per violazione dell'articolo 437 del codice penale, che prevede la punizione per l'omissione del "collocamento di impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire disastri o infortuni sul lavoro".

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Questo è quanto rilevano i dati ufficiali del centro sismico dell'INGV - Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia . Nei giorni precedenti nella stessa zona si erano registrate altre scosse di minore entità.

La strada che collega l'hotel a Farindola è di competenza della Provincia di Pescar che avrebbe dovuto - secondo gli investigatori - garantirne pulizia e percorribilità. Il 18 gennaio scorso una valanga travolse la struttura, distruggendola. Il sindaco Lacchetta dovrà rispondere anche del perché, durante il suo mandato, non ha mai convocato la commissione valanghe, nonostante dalla Prefettura ne indicassero l'utilità.