Mercoledì, 24 Mag, 2017

Conti pubblici, meno tasse sul lavoro ma più Iva?

Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan Il Ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan
Corrado Fuda | 20 Aprile, 2017, 00:31

Un ulteriore confronto con i senatori del partito di maggioranza relativa ci sarà comunque stasera (alle 20), quando il ministro dell'Economia incontrerà i senatori dem proprio per discutere assieme le prossime mosse di politica economica.

Padoan ha inoltre sostenuto che "l'integrazione tra il Gruppo Ferrovie dello Stato e l'Anas, avviata con il decreto legge di martedì scorso, ha la finalità di migliorare la capacità di programmazione delle opere infrastrutturali di competenza delle centrali pubbliche". Lo afferma il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in audizione nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato, impegnate nell'esame del Def.

Guardando al tasso di disoccupazione, poi, Padoan ha spiegato che "è inaccettabile, specialmente tra i giovani". Il Pd, intanto, ripropone la sua linea oltranzista.

"Di fronte a una crescita economica ancora molto timida e incerta, l'eventuale aumento dell'Iva condizionerebbe negativamente i consumi interni e conseguentemente tutta l'economia, penalizzando in particolar modo le famiglie meno abbienti" sottolinea il segretario degli artigiani di Mestre, Renato Mason. Per Padoan, quindi, "confermata la volontà del Governo di proseguire nel percorso di progressiva riduzione della pressione fiscale, resta la necessità di finanziare tale riduzione in modo permanente, così che i tagli siano credibili ed esprimano integralmente il loro potenziale beneficio nel consolidare la crescita dell'economia".

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano.

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"No all'aumento dell'Iva in cambio della riduzione del cuneo fiscale".

"Ragionevole uno scambio fra le aliquote e il cuneo fiscale Ma resta l'ipotesi del taglio Irpef".

"La manovra - ha aggiunto - verrà definita nei prossimi mesi".

Nel corso dell'audizione, Padoan ha messo in evidenza la necessità di procedere a una riduzione graduale del deficit.

"Il livello di crescita conseguito non ci entusiasma, non ci possiamo dire soddisfatti". Credo che sia sbagliato scartare questa ipotesi senza adeguate considerazioni. Al tempo stesso però, non bisogna abbassare la guardia sui conti pubblici, perché "una inversione della politica di consolidamento sarebbe controproducente".