Venerdì, 18 Agosto, 2017

Turchia, osservatori europei mettono in dubbio la vittoria di Erdogan al referendum

Turchia, Osce, 2,5 milioni di schede sospette. Opposizione presenta a ricorso Turchia, osservatori europei mettono in dubbio la vittoria di Erdogan al referendum
Vindonio Cherico | 19 Aprile, 2017, 07:38

Nonostante la repubblica parlamentare turca sia morta e quella presidenziale sia nata sotto una stella del tutto appannata, per usare un eufemismo, Recep Tayyip Erdogan non ha dubbi nel ritenersi il vincitore del referendum di domenica. Lo rende noto la prefettura locale. Questa volta è Donald Trump a dargli una mano con una telefonata di congratulazioni che ha due immediate conseguenze: mettere una pietra tombale sulla regolarità del voto e marcare un distacco con l'amministrazione Obama che diffidava del leader turco. La decisione della Commissione elettorale turca sull'ammissibilità delle schede non timbrate "ha minato le garanzie contro le frodi". Rotti, ipocrisie a parte, i legami con l'Europa, compresa, che è più singolare, la componente autoritaria e nazionalista dell'Europa, quella che lui chiama "nazista" dal suo inaspettato antifascismo. Stasera, diverse centinaia di persone sono scese in piazze nelle grandi metropoli turche per tornare a contestare il voto.

Intanto, il "Sultano" - come viene spregiativamente definito dagli avversari - ha già detto di essere pronto a indire un nuovo referendum, sulla permanenza di Ankara come Paese candidato alla UE.

Durante la giornata della votazione referendaria è stato riferito ampiamente di irregolarità che si sono verificate in particolare nelle aree di insediamento curde. "Per 54 anni cosa ci hanno detto di fare alla porta dell'Europa?". "Qui abbiamo un urne - ha ribadito - la democrazia prende il potere dal popolo". "L'operazione Scudo dell'Eufrate non sarà l'ultima della Turchia in Siria", ha annunciato Erdogan dopo avere allungato di altri tre mesi lo stato d'emergenza per togliere ogni velleità all'opposizione.

Fossano. Crolla una rampa della tangenziale, tragedia sfiorata
E oggi un'altro ponte , questa volta sulla tangenziale di Fossano , nel cuneese, si è letteralmente spezzato in due. A marzo era toccato a ponte sull'autostrada A14 all'altezza di Castelfidardo con marito e moglie in auto morti .

Evidentemente Erdogan ha raccolto il lavoro seminato negli scorsi anni: nell'ottobre 2015, ad esempio, Erdogan si recò a Strasburgo per tenere un incontro con folle di turchi arrivati da Francia e Belgio, Svizzera e Germania in pullman strapieni, esortandoli, come "Turchi d'Europa", "a non assimilarsi ai paesi che li ospitano, ma di mantenere la lor identità turca e islamica".

Il capo del partito Bulent Tezcan ha dichiarato che il numero di voti scomparsi nel referendum è "senza precedenti". Degna di nota, e qui si vede la volontà di Erdogan e di Akp di tagliare definitivamente i ponti con la tradizione "militare" della Turchia (e quindi coi suoi principali avversari), è l'abolizione dei tribunali militari a meno che non prevedano di indagare sulle azioni dei soldati compiute in guerra e l'abolizione dell'obbligo di aver effettuato il servizio di leva per potersi candidare a qualsiasi carica politica; parallelamente gli individui con rapporti militari sono ineleggibili e non possono partecipare alle elezioni, denominazione che sembra alquanto aleatoria (che tipo di rapporti?), ma che serve ad Erdogan a marginalizzare ulteriormente i militari dalla vita della res publica, ed in questo senso potremmo dire "occidentalizzare" il Paese. "Voglio ringraziare ogni nostro cittadino che è andato a votare". Una vittoria risicatissima che già aveva fatto discutere, ma che "tutti devono rispettare", aveva proclamato Erdogan, aggiungendo che: "Questi risultati avvieranno un nuovo processo per il nostro Paese".