Venerdì, 18 Agosto, 2017

Pecoraro: "Infiltrazione malavitosa nella vendita dei biglietti della Juventus"

Procuratore Pecoraro in audizione all'Antimafia ”La Juventus omaggiava biglietti alla criminalità” Pecoraro (Figc): biglietti Juventus Stadium anche a criminalità
Corrado Fuda | 06 Aprile, 2017, 01:30

Il procuratore della Federcalcio Giuseppe Pecoraro ha parlato del deferimento al presidente bianconero Andrea Agnelli di fronte alla Commissione dell'Antimafia, dichiarando: "I motivi del deferimento sono molteplici".

Al centro dell'incontro però c'era soprattutto una presunta intercettazione dalla quale si evinceva che Agnelli fosse a conoscenza della statura criminale di Rocco Dominello, intercettazione che non risultava agli atti nè in Procura a Torino nè all'Antimafia. "Anzi, da una lettura migliore e da una revisione logica la attribuisco al pubblico ministero".

"Io non faccio la Procura ordinaria - è ritornato alla carica Pecoraro - mi occupo della gestione dei biglietti e c'è una permeabilità in questa gestione e dell'organizzazione sociale Juventus".

Pecoraro: "I biglietti sono stati distribuiti e dati anche a persone legate alla criminalità, questo è il dato, poi sarà il giudice sportivo a valutare: fra chi dominava nel bagarinaggio c'era anche Dominello, questo è un dato". C'è una responsabilità diretta e una indiretta per essere rappresentante legale della società. Un dirigente non può avere un certo tipo di comportamenti -prosegue PECORARO-. Ci interessa che i biglietti siano stati venduti da parte di soggetti malavitosi, c'è un interrogatorio dove si parla di fondi non solo per la famiglia ma anche per quelle dei detenuti.

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Gli arresti sono stati eseguiti tra Calabria e Toscana contestualmente all'esecuzione di numerose perquisizioni. L'organizzazione è collegata alle cosche del reggino dei Bellocco e dei Paviglianiti.

Bindi: "Voglio sia chiaro un punto: il procuratore Pecoraro, che deve attenersi alla sola giustizia sportiva, ammette oggi che in quella telefonata non si sta parlando di Andrea Agnelli, voglio sia chiarito questo aspetto". Torna così a parlare dei motivi che hanno portato al deferimento di Andrea Agnelli e di altri 3 dirigenti bianconeri il procuratore della Figc, Giuseppe PECORARO, durante l'audizione in Commissione Antimafia. Lo ha detto il coordinatore del comitato Mafia e Sport della Commissione parlamentare antimafia, Marco Di Lello.

Agnelli, ha concluso, è stato "autore di una condotta antisportiva e sleale".

"Ho colto con piacere l'invito di questa commissione in modo da mettermi in condizione di integrare quanto detto il 7 marzo scorso e di chiudere le polemiche nate da quella data oltre ad un processo mediatico che reputo del tutto inopportuno e che non fa bene ne' alla giustizia sportiva ne' a quella ordinaria". "Io non posso escludere che Agnelli fosse a conoscenza dell'estrazione di Rocco Dominello".