Venerdì, 20 Ottobre, 2017

'Ndrangheta: arrestato Santo Vottari, boss della faida di S.Luca

'ndrangheta, arrestato in un bunker il superlatitante Santo Vottari protagonista della strage di Duisburg 'Ndrangheta, finisce la latitanza del boss Santo Vottari. E' l'uomo della strage di Natale (FOTO)
Moreno Simi | 25 Marzo, 2017, 01:02

Vottari, che è ritenuto al vertice dell'omonima cosca, è stato coinvolto nel processo per la faida di San Luca che vide contrapposte le famiglie Pelle-Vottari e Nirta Strangio e che culminò con la strage di Duisburg del Ferragosto del 2007.

Alle prime ore dell'alba di oggi militari del Reparto operativo del Comando Provinciale dell'Arma dei Carabinieri, coadiuvati da personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori Calabria, hanno arrestato, Santo Vottari, inserito nell'elenco dei latitanti più pericolosi, già ricercato dal 2007 per un provvedimento di fermo della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in relazione ai reati di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

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Raggiunto dalla telecamera il modello ha dichiarato che dopo Paola non c'è stata nessun'altra compagna di vita, per lui. Gli occhi a cuoricino di lui e l'evidente imbarazzo di lei in studio, due settimane fa, non la raccontavano giusta.

All'interno di quello realizzato nel seminterrato è stato ricavato un altro bunker, cui si accedeva da una botola, sapientemente nascosta dai muratori dei clan. L'uomo si nascondeva in un bunker in contrada Ricciolino di Benestare, paese che dista meno di venti chilometri da Locri dove ieri hanno sfilato 25 mila persone per gridare No alle mafie. Quella strage sarebbe poi stata il pretesto per quella di Duisburg, nella quale furono uccise sette persone, ordinata dai Nirta-Strangio per vendetta contro i presunti appartenenti delle cosche avversarie. Ma i Carabinieri lo hanno rintracciato e arrestato. Lo stratagemma, tuttavia, non è servito al boss per sfuggire alla cattura.

Dall'accusa di omicidio Santo Vottari è stato assolto sia in primo che in secondo grado, mentre ha ricevuto una condanna a 10 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa. Subito dopo la strage di Natale del 2006, infatti, molti esponenti di spicco del clan fecero perdere le proprie tracce per paura di ritorsioni da parte dei clan avversari.