Martedì, 17 Ottobre, 2017

Inchiesta Consip: arrestato per corruzione l'imprenditore Romeo

Inchiesta Consip: slitta audizione di Michele Emiliano Consip, arrestato per corruzione l'imprendiore Alfredo Romeo
Vindonio Cherico | 02 Marzo, 2017, 00:20

Così finisce agli arresti per il maxi appalto Consip, su richiesta della Procura di Roma, Alfredo Romeo: ovvero, il re degli appalti, il dominus delle commesse pubbliche - dalle gestioni degli immobili alle pulizie in uffici giudiziari ed ospedali. Il provvedimento è stato eseguito dal comando Carabinieri tutela ambiente, dai militari dell' Arma di Napoli e dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Napoli.

Il gip del tribunale di Roma ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Tutto è scaturito da un'indagine che era stata avviata nei mesi scorsi dalla Procura di Napoli per presunte irregolarità nelle assegnazioni di alcuni appalti. Secondo l'accusa, aveva pagato tangenti a mezza Giunta del Comune di Napoli affinché gli 'cucissero' addosso il super appalto Global Service, per la manutenzione di tutte le strade di capoluogo campano. L'importanza di questa accelerazione nell'inchiesta, infatti, è tutta politica. E non solo. Con gli indagati che ormai non si contano più. Oltre a Romeo, gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati anche Luca Lotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio durante il Governo Renzi e attuale Ministro dello Sport.

A carico di Alfredo Romeo è stato anche disposto il sequestro patrimoniale di 100 mila euro: secondo gli investigatori di Carabinieri e Guardia di Finanza e gli inquirenti della procura di Roma, si tratta del provento della corruzione di un dirigente della Consip, Marco Gasparri, secondo l'organigramma dell'ente, direttore dei progetti speciali.

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Non solo, potranno anche essere soggetti a un visto di lavoro e vedersi limitare l'accesso ai benefit. Resta comunque il rischio che un eventuale muro contro muro blocchi il processo di devolution.

Gli interrogatori. Inizialmente previsto per il 3 marzo è stato rinviato l'interrogatorio di Tiziano Renzi. Con Romeo (che per compiacere Renzi e il Pd voleva comprarsi il quotidiano l'Unità) che a quel punto decide di sorvolare.

Proprio nei giorni scorsi, agli atti dell'inchiesta era finita una conversazione tra Gasparri e Romeo.

Romeo ha sostenuto che la sua fosse una sorta di autodifesa criminaleper evitare che altri concorrenti al bando facessero analoghe pressioni sulla stazione appaltante Consip. "Alfredo Romeo, in concerto con il suo consigliere personale Italo Bocchino lautamente retribuito" - si legge ancora nel decreto - si sarebbe "accordato con Carlo Russo affinchè questi, utilizzando le sue personali relazioni e quelle di Tiziano Renzi, interferisse indebitamente sui pubblici ufficiali presso la Consip al fine di agevolare la società di cui Romeo è dominus".