Lunedi, 23 Ottobre, 2017

Aborto, San Camillo a Roma assume medici non obiettori

Ginecologi non obiettori al San Camillo di Roma: Il Lazio assume ginecologi non obiettori: "C'è il licenziamento se rifiuteranno di praticare aborti"
Edmondo Ceresa | 23 Febbraio, 2017, 00:21

Lo afferma il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, a Bruxelles, dopo aver incontrato il commissario europeo alla Salute e alla Sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis.

Il Pd risponde con la deputata Laura Garavini e rilancia, proponendo di fare una scelta simile anche in altre regioni: "La Cei entra a gamba tesa nella sacrosanta attuazione della 194, che Zingaretti vuole garantire". Ma se la legge 194 tutela l'accesso delle donne a questo servizio, d'altro canto tutela anche il diritto di obiezione di coscienza.

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Al 29' fa il suo esordio in maglia viola Saponara , che prende il posto di Vecino , messo ko da un pestone al piede. Rigore causato da un fallo di mano di Fofana in barriera su una punizione calciata proprio dal numero 10 gigliato.

"Tutto questo - commenta il direttore dell'ufficio della Pastorale sanitaria della Cei - fa molto dubitare sulla bontà di questo provvedimento". "In un panorama sanitario nazionale che va sempre più in frantumi, nella regione Lazio si indicono concorsi e si stipulano contratti a tempo indeterminato per il ruolo sanitario, ponendo tra i requisiti concorsuali la clausola 'non obiettori', distintivo discriminatorio aggiuntivo assolutamente inaccettabile". "Più volte - ricorda Valmaggi - abbiamo richiamato la Regione Lombardia al rispetto del diritto della donna di scegliere, lo facciamo ancora oggi perché la strada intrapresa dalla Regione Lazio si dimostra legittima e percorribile". Contrario invece Gian Luigi Gigli, deputato di Democrazia Solidale e presidente del Movimento per la Vita: "La pretesa di bandire posti riservati a ginecologi disponibili a praticare aborti è un insulto alla libertà di coscienza del medico, oltre che un approccio illiberale e anticostituzionale al problema della L. 194". "L'unica alternativa fino ad ora messa in campo è stata l'impiego di medici gettonisti che però non possono coprire tutte le esigenze e comportano una spesa aggiuntiva di centinaia di migliaia di euro". Già in Parlamento si sta lavorando per estendere la formula a tutte le Regioni. Lo hanno chiesto all'assessore alla sanità Barberini e alla presidente Marini, attraverso una interrogazione, i consiglieri regionali Attilio Solinas, Carla Casciari (Partito democratico) e Silvano Rometti (Socialisti e Riformisti) ribadendo che la legge obbliga "gli enti ospedalieri e le case di cura autorizzate ad assicurare l'espletamento delle procedure previste, dall'articolo 7, e l'effettuazione degli interventi di interruzione della gravidanza richiesti". "Questo concorso non solo è contro la legge, ma addirittura si rilevano dei profili anticostituzionalità poiché di fatto calpesta un diritto dell'individuo, appunto l'obiezione di coscienza, creando disuguaglianze e favoritismi all'interno di una stessa categoria". E davvero un concorso finalizzato alla legge 194 rende impossibile l'obiezione?

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