Sabato, 27 Mag, 2017

Trump choc: "Israele e Palestina? Uno o due Stati poco importa"

Trump e Netanyahu in settembre a New York Speciale difesa: "Haaretz", le dimissioni di Flynn fanno passare in secondo piano l'incontro Netanyahu-Trump
Vindonio Cherico | 16 Febbraio, 2017, 00:20

Saeb Erekat, segretario generale dell'Olp, sul possibile cambio di linea della Casa Bianca aveva dichiarato ore prima dell'incontro: "L'unica alternativa a una soluzione a due Stati sovrani sulla frontiera del 1967 è un solo Stato secolare e democratico, con uguaglianza di diritti per ebrei, cristiani e musulmani". "Anche se non crediamo che l'esistenza degli insediamenti sia un impedimento alla pace", frase che ricalcava quanto sostenuto da precedenti amministrazioni, "la costruzione di nuove colonie o l'espansione di quelle esistenti oltre gli attuali confini potrebbe non essere utile nel raggiungere" la pace che Trump spera di ottenere tra Israele e Palestina. E ha sottolineato la necessità che siano le due parti, israeliani e palestinesi, a trovare una soluzione in negoziati diretti.

"Voglio vedere Israele contenersi un po' sugli insediamenti": lo ha detto Donald Trump durante la conferenza congiunta con Benyamin Netanyahu alla Casa Bianca. Netanyahu alloggia nella Blair House, di fronte alla Casa Bianca, residenza ufficiale per invitati e presidenti stranieri, e il suo ritorno in Israele è previsto per giovedì. Flynn ha presentato le sue dimissioni nella serata di ieri, dopo che Trump si è confrontato con il vicepresidente Mike Pence.

Ternana, ricorso sul risultato del derby: trasferimento di Gnahoré irregolare
Sconfitta che brucia, arrivata nella partita più importante: per la Ternana non è ancora finito il derby contro il Perugia. Alla base della richiesta di una vittoria a tavolino per la presunta irregolarità legata al tesseramento di Gnahore .

Parlando della situazione in Medio Oriente, Netanyahu ha poi precisato che "negli anni ci sono stati degli accordi sbagliati" e ribadito come "i presupposti per la pace non sono cambiati: i palestinesi devono riconoscere lo statoebraico, devono smettere di chiedere la distruzione di Israele, e ogni accordo ovviamente deve mantenere la sicurezza della Cisgiordania". "È una cosa a cui stiamo guardando con attenzione".

Altro punto cruciale in agenda sarà il trasferimento dell'ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, promesso da Trump in campagna elettorale. Il funzionario ha ammesso di aver discusso delle sanzioni Usa a Mosca con l'ambasciatore russo a Washington, Sergei Kisliak, prima dell'insediamento della nuova amministrazione presidenziale. "Nessuno vuole prendere questa decisione e io ci sto pensando seriamente", ha affermato. Per quanto Trump lo abbia sempre definito un accordo "cattivo", la sua amministrazione ne ha garantito il rispetto; lo ha fatto incontrando la settimana scorsa Federica Mogherini, alto rappresentante per le politiche estere dell'Europa in visita nella capitale americana.