Venerdì, 20 Ottobre, 2017

Riforma Pensioni 2017, Poletti: "Flop Part Time? Si cambia"

Fallimento part time agevolato, Poletti: al vaglio altri strumenti Pensioni: il part time agevolato è stato un flop. Lo riconosce anche Poletti
Corrado Fuda | 06 Febbraio, 2017, 00:21

Secondo i calcoli effettuati dai Consulenti del lavoro su classi di retribuzioni annue lorde dai 25.000 ai 43.000 euro, un lavoratore che accetta un contratto con part - time agevolato al 40% delle ore (16 a settimana a fronte delle 40 dell'intero orario) riceve in busta paga il 72% della retribuzione, di contro l'impresa ha una riduzione del costo del lavoro del 49% (a fronte di una riduzione di orario pari al 60%). Il ministro Poletti puntava a quota 30mila.

"Le cose vanno sperimentate e quando, come in questo caso, non danno buoni risultati bisogna prenderne atto. Lavoreremo per migliorare questa situazione e dare maggiore sicurezza ai lavoratori", ha affermato Poletti. Poletti, riguardo la possibilità di un part-time agevolato per favorire il ricambio generazionale nelle sedi lavorative, ha ammesso che non ha riscosso il successo sperato. Nonostante i tanti benefici, la struttura non ha funzionato e verrà evidentemente bocciata dal governo. Il lavoratore non più giovane potrebbe con questa misura diminuire le ore di lavoro senza che ciò abbia effetti significativi sulla sua busta paga, che rimane più o meno identica a prima.

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Anche il presidente dell'Inps, Tito Boeri si era mostrato scettico su una logica di "interventi estemporanei e parziali". Alla maturazione dell'età pensionabile, chi ha aderito al part time agevolato riceverà comunque l'intero importo della pensione. La contribuzione figurativa, commisurata alla retribuzione corrispondente alla prestazione lavorativa non effettuata, è stata riconosciuta nel limite massimo di 60 milioni di euro per il 2016, 120 milioni per il 2017 e 60 milioni per il 2018, cifre a questo punto, almeno per l'anno scorso, largamente inutilizzate.